AI, DIVERSITÀ E PRODUTTIVITÀ: COME COLMARE IL GAP GENERAZIONALE 6 min read Scarica Le principali evidenze dello studio “Bridging the GENERATIONAL AI GAP: Unlocking Productivity for all Generations”Il report della “Generations Survey 2025” – realizzato dalla London School of Economics (LSE) in collaborazione con Protiviti – esplora in profondità come le diverse generazioni adottano e utilizzano l’intelligenza artificiale (AI) sul posto di lavoro. L’obiettivo principale è fornire insight pratici e basati su dati per aiutare i leader aziendali a colmare il divario generazionale nell’adozione dell’AI, promuovendo al contempo produttività, innovazione e inclusione.In un contesto in cui l’AI sta rapidamente trasformando i modelli operativi, comprendere le dinamiche generazionali diventa cruciale per garantire un’adozione efficace e sostenibile. Il report si basa su un’analisi quantitativa e qualitativa condotta su un campione rappresentativo di circa 3.000 lavoratori di diversi settori, provenienti da 30 paesi (principalmente, US, UK, Italia e Germania) e appartenenti a quattro generazioni: Gen Z, Millennials, Gen X e Baby Boomers. Scarica + EXPAND ALL Il contesto: AI e forza lavoro multigenerazionale + Oltre il 78% delle organizzazioni a livello globale sta investendo in tecnologie di AI generativa, ma il 42% dei progetti viene interrotto prima di raggiungere gli obiettivi prefissati. Questo dato evidenzia una criticità strutturale: l’adozione tecnologica non è solo una questione di strumenti, ma anche di cultura, competenze e leadership.Le aziende si trovano ad affrontare una doppia sfida:Comprendere come le diverse generazioni percepiscono e utilizzano l’AIGarantire che tutti i team abbiano le competenze necessarie per guidare l’adozione Il report sfata il mito secondo cui l’AI sarebbe una tecnologia “per i giovani”. Con una formazione adeguata e un supporto mirato, tutte le generazioni possono diventare utenti avanzati e contribuire attivamente all’innovazione. Adozione dell’AI: differenze generazionali + Il 70% dei dipendenti dichiara di utilizzare l’AI nel proprio lavoro quotidiano, ma con forti differenze tra le generazioni:Gen Z: 82%Millennial: 73%Gen X: 60%Baby Boomer: 52% Le attività più comuni in cui viene utilizzata l’AI includono:Creazione di contenuti (43%): generazione di testi, immagini, presentazioniComunicazione (34%): assistenza nella scrittura di e-mail, report, messaggiAnalisi dati (27%): supporto nell’elaborazione e interpretazione di dataset complessi Il 38% dei dipendenti è attivamente coinvolto in iniziative AI, ma anche qui emergono differenze significative:Gen Z: il 47% è coinvoltoGen X e Baby Boomers: solo il 30% circa è coinvolto Inoltre, in media fra le persone coinvolte su iniziative AI, la Gen Z vi dedica il 40% del proprio tempo lavorativo, mentre Gen X e Baby Boomers ve ne dedicano circa il 30%.Questo divario riflette non solo una maggiore familiarità con la tecnologia, ma anche una diversa propensione al rischio e all’innovazione. Formazione e impatto sulla produttività + Solo il 35% dei dipendenti ha ricevuto una formazione specifica sull’AI negli ultimi 12 mesi. Anche in questo caso, le differenze generazionali sono marcate:Gen Z: 45%Millennial: 34%Gen X: 32%Baby Boomer: 25% L’impatto della formazione è evidente:Il 92% di chi ha ricevuto formazione utilizza l’AI regolarmenteSolo il 57% di chi non ha ricevuto formazione lo fa In termini di produttività, la formazione raddoppia i benefici:Con formazione: +28% tempo risparmiato con l’AISenza formazione: +14% tempo risparmiato con l’AI Il risparmio medio è di 7,5 ore a settimana, che si traduce in un valore economico stimato di circa 18.000 $/anno per dipendente. Questo dato sottolinea l’importanza strategica di investire in programmi di upskilling e reskilling. Diversità generazionale nei team AI + I team AI caratterizzati da una forte diversità generazionale risultano significativamente più produttivi:Il 77% dei team multigenerazionali è considerato altamente produttivoSolo il 66% dei team meno diversificati raggiunge lo stesso livello Tuttavia, Gen Z e Millennial sono sovra-rappresentati nei team AI rispetto alla loro quota nella forza lavoro complessiva. Questo squilibrio può limitare la varietà di prospettive e l’efficacia delle soluzioni sviluppate.Il 49% dei dipendenti non ancora coinvolti in progetti AI esprime il desiderio di parteciparvi, dichiarando che sarebbe disposto a dedicare in media un terzo del proprio tempo a tali attività. Questo rappresenta un’opportunità concreta per ampliare la base di adozione e valorizzare il potenziale inespresso. Barriere all’adozione: fiducia e incentivi + La fiducia nelle tecnologie AI rappresenta una barriera significativa:Solo il 49% degli utenti attuali si fida delle decisioni generate dall’AITra i non utenti, la fiducia scende al 20% Le principali richieste per aumentare la fiducia includono:Spiegazioni chiare dei processi decisionali (47%)Trasparenza su errori e protezione dei dati (45%)Supervisione umana (39%) Gli incentivi che possono spingere i dipendenti ad adottare l’AI sono principalmente:Bonus o aumenti salariali (35%)Opportunità di carriera (24%)Feedback periodici (16%) Questi dati suggeriscono che l’adozione dell’AI non può essere imposta, ma deve essere incentivata attraverso leve motivazionali personalizzate. Strategie per aumentare l’adozione + Per favorire un’adozione più ampia e inclusiva dell’AI, il report suggerisce diverse strategie:Il 38% dei dipendenti preferisce workshop pratici e personalizzati per ruoloL’integrazione dell’AI nei software già in uso rappresenta un forte incentivo (28%)Le testimonianze di colleghi e i casi d’uso concreti aumentano la fiducia e l’interesse Le generazioni più anziane, in particolare Gen X e Baby Boomer, mostrano una preferenza per:Spiegazioni dettagliate e guide step-by-stepDimostrazioni pratiche su affidabilità e accuratezza dell’AISupporto continuo Questo implica che le strategie di formazione e comunicazione devono essere adattate alle caratteristiche e alle esigenze di ciascun gruppo generazionale. Appartenenza e commitment organizzativo + Il senso di appartenenza e il coinvolgimento verso l’organizzazione non rappresentano fattori decisivi per l’adozione dell’intelligenza artificiale in azienda. Al contrario, risultano determinanti formazione specifica sull’intelligenza artificiale, motivazione personale e fiducia nelle soluzioni AI-based.Inoltre, i dipendenti coinvolti in progetti AI mostrano livelli più alti di:AppartenenzaMotivazioneImpegno e proattività Questo suggerisce che le iniziative di engagement devono essere accompagnate da percorsi di sviluppo professionale concreti. Conclusioni e raccomandazioni per i Leader L’adozione dell’AI non è solo una questione tecnologica, ma un processo culturale che richiede intenzionalità, inclusività e leadership. Per massimizzare i benefici, i leader devono:Investire in formazione mirata, differenziata per generazione e ruoloOffrire incentivi chiari, sia economici che legati alla crescita professionaleIntegrare l’AI nei flussi di lavoro esistenti, evitando soluzioni isolatePromuovere la diversità generazionale nei team AI, come leva di innovazioneCoinvolgere tutte le generazioni, valorizzando le competenze e le esperienze di ciascunaSolo attraverso un approccio olistico e inclusivo sarà possibile trasformare l’AI in un vero motore di crescita sostenibile, produttività e benessere organizzativo.Per saperne di più, scarica il report completo: Bridging the Generational AI Gap: Unlocking Productivity for all Generations Contatti Alessandro Cencioni Alessandro Cencioni è Managing Director presso i nostri uffici di Milano e Roma. In Protiviti Italia dalla fondazione (anno 2004) come Director e poi dal 2006 come Managing Director, ha maturato la propria precedente esperienza professionale in primari network di ... Scopri di più Marco Cimino Marco Cimino è Director di Protiviti Italia. La storia di Marco in Protiviti inizia nel 2006, poco tempo dopo la sua fondazione in Italia. Marco si occupa di consulenza direzionale, accompagnando i Clienti che sperimentano evoluzioni organizzative e di ... Scopri di più