AI, DIVERSITÀ E PRODUTTIVITÀ: COME COLMARE IL GAP GENERAZIONALE

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Le principali evidenze dello studio “Bridging the GENERATIONAL AI GAP: Unlocking Productivity for all Generations”

Il report della “Generations Survey 2025” – realizzato dalla London School of Economics (LSE) in collaborazione con Protiviti – esplora in profondità come le diverse generazioni adottano e utilizzano l’intelligenza artificiale (AI) sul posto di lavoro. L’obiettivo principale è fornire insight pratici e basati su dati per aiutare i leader aziendali a colmare il divario generazionale nell’adozione dell’AI, promuovendo al contempo produttività, innovazione e inclusione.

In un contesto in cui l’AI sta rapidamente trasformando i modelli operativi, comprendere le dinamiche generazionali diventa cruciale per garantire un’adozione efficace e sostenibile. Il report si basa su un’analisi quantitativa e qualitativa condotta su un campione rappresentativo di circa 3.000 lavoratori di diversi settori, provenienti da 30 paesi (principalmente, US, UK, Italia e Germania) e appartenenti a quattro generazioni: Gen Z, Millennials, Gen X e Baby Boomers.

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Il contesto: AI e forza lavoro multigenerazionale

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Oltre il 78% delle organizzazioni a livello globale sta investendo in tecnologie di AI generativa, ma il 42% dei progetti viene interrotto prima di raggiungere gli obiettivi prefissati. Questo dato evidenzia una criticità strutturale: l’adozione tecnologica non è solo una questione di strumenti, ma anche di cultura, competenze e leadership.

Le aziende si trovano ad affrontare una doppia sfida:

  • Comprendere come le diverse generazioni percepiscono e utilizzano l’AI
  • Garantire che tutti i team abbiano le competenze necessarie per guidare l’adozione
 

Il report sfata il mito secondo cui l’AI sarebbe una tecnologia “per i giovani”. Con una formazione adeguata e un supporto mirato, tutte le generazioni possono diventare utenti avanzati e contribuire attivamente all’innovazione.

Adozione dell’AI: differenze generazionali

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Il 70% dei dipendenti dichiara di utilizzare l’AI nel proprio lavoro quotidiano, ma con forti differenze tra le generazioni:

  • Gen Z: 82%
  • Millennial: 73%
  • Gen X: 60%
  • Baby Boomer: 52%
 

Le attività più comuni in cui viene utilizzata l’AI includono:

  • Creazione di contenuti (43%): generazione di testi, immagini, presentazioni
  • Comunicazione (34%): assistenza nella scrittura di e-mail, report, messaggi
  • Analisi dati (27%): supporto nell’elaborazione e interpretazione di dataset complessi
 

Il 38% dei dipendenti è attivamente coinvolto in iniziative AI, ma anche qui emergono differenze significative:

  • Gen Z: il 47% è coinvolto
  • Gen X e Baby Boomers: solo il 30% circa è coinvolto
 

Inoltre, in media fra le persone coinvolte su iniziative AI, la Gen Z vi dedica il 40% del proprio tempo lavorativo, mentre Gen X e Baby Boomers ve ne dedicano circa il 30%.

Questo divario riflette non solo una maggiore familiarità con la tecnologia, ma anche una diversa propensione al rischio e all’innovazione.

Formazione e impatto sulla produttività

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Solo il 35% dei dipendenti ha ricevuto una formazione specifica sull’AI negli ultimi 12 mesi. Anche in questo caso, le differenze generazionali sono marcate:

  • Gen Z: 45%
  • Millennial: 34%
  • Gen X: 32%
  • Baby Boomer: 25%
 

L’impatto della formazione è evidente:

  • Il 92% di chi ha ricevuto formazione utilizza l’AI regolarmente
  • Solo il 57% di chi non ha ricevuto formazione lo fa
 

In termini di produttività, la formazione raddoppia i benefici:

  • Con formazione: +28% tempo risparmiato con l’AI
  • Senza formazione: +14% tempo risparmiato con l’AI
 

Il risparmio medio è di 7,5 ore a settimana, che si traduce in un valore economico stimato di circa 18.000 $/anno per dipendente. Questo dato sottolinea l’importanza strategica di investire in programmi di upskilling e reskilling.

Diversità generazionale nei team AI

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I team AI caratterizzati da una forte diversità generazionale risultano significativamente più produttivi:

  • Il 77% dei team multigenerazionali è considerato altamente produttivo
  • Solo il 66% dei team meno diversificati raggiunge lo stesso livello
 

Tuttavia, Gen Z e Millennial sono sovra-rappresentati nei team AI rispetto alla loro quota nella forza lavoro complessiva. Questo squilibrio può limitare la varietà di prospettive e l’efficacia delle soluzioni sviluppate.

Il 49% dei dipendenti non ancora coinvolti in progetti AI esprime il desiderio di parteciparvi, dichiarando che sarebbe disposto a dedicare in media un terzo del proprio tempo a tali attività. Questo rappresenta un’opportunità concreta per ampliare la base di adozione e valorizzare il potenziale inespresso.

Barriere all’adozione: fiducia e incentivi

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La fiducia nelle tecnologie AI rappresenta una barriera significativa:

  • Solo il 49% degli utenti attuali si fida delle decisioni generate dall’AI
  • Tra i non utenti, la fiducia scende al 20%
 

Le principali richieste per aumentare la fiducia includono:

  • Spiegazioni chiare dei processi decisionali (47%)
  • Trasparenza su errori e protezione dei dati (45%)
  • Supervisione umana (39%)
 

Gli incentivi che possono spingere i dipendenti ad adottare l’AI sono principalmente:

  • Bonus o aumenti salariali (35%)
  • Opportunità di carriera (24%)
  • Feedback periodici (16%)
 

Questi dati suggeriscono che l’adozione dell’AI non può essere imposta, ma deve essere incentivata attraverso leve motivazionali personalizzate.

Strategie per aumentare l’adozione

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Per favorire un’adozione più ampia e inclusiva dell’AI, il report suggerisce diverse strategie:

  • Il 38% dei dipendenti preferisce workshop pratici e personalizzati per ruolo
  • L’integrazione dell’AI nei software già in uso rappresenta un forte incentivo (28%)
  • Le testimonianze di colleghi e i casi d’uso concreti aumentano la fiducia e l’interesse
 

Le generazioni più anziane, in particolare Gen X e Baby Boomer, mostrano una preferenza per:

  • Spiegazioni dettagliate e guide step-by-step
  • Dimostrazioni pratiche su affidabilità e accuratezza dell’AI
  • Supporto continuo
 

Questo implica che le strategie di formazione e comunicazione devono essere adattate alle caratteristiche e alle esigenze di ciascun gruppo generazionale.

Appartenenza e commitment organizzativo

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Il senso di appartenenza e il coinvolgimento verso l’organizzazione non rappresentano fattori decisivi per l’adozione dell’intelligenza artificiale in azienda. Al contrario, risultano determinanti formazione specifica sull’intelligenza artificiale, motivazione personale e fiducia nelle soluzioni AI-based.

Inoltre, i dipendenti coinvolti in progetti AI mostrano livelli più alti di:

  • Appartenenza
  • Motivazione
  • Impegno e proattività
 

Questo suggerisce che le iniziative di engagement devono essere accompagnate da percorsi di sviluppo professionale concreti.

L’adozione dell’AI non è solo una questione tecnologica, ma un processo culturale che richiede intenzionalità, inclusività e leadership. Per massimizzare i benefici, i leader devono:

  • Investire in formazione mirata, differenziata per generazione e ruolo
  • Offrire incentivi chiari, sia economici che legati alla crescita professionale
  • Integrare l’AI nei flussi di lavoro esistenti, evitando soluzioni isolate
  • Promuovere la diversità generazionale nei team AI, come leva di innovazione
  • Coinvolgere tutte le generazioni, valorizzando le competenze e le esperienze di ciascuna

Solo attraverso un approccio olistico e inclusivo sarà possibile trasformare l’AI in un vero motore di crescita sostenibile, produttività e benessere organizzativo.

Per saperne di più, scarica il report completo: Bridging the Generational AI Gap: Unlocking Productivity for all Generations

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